Jolly, piatti da pareggiare e croci di fuoco!

Il poker offre molto di più delle partite tradizionali e per i molti giocatori ormai abituati alle diverse varianti da casinò o poker room – come Texas Hold’em, Omaha e Seven Card Stud – ce ne sono altri che si ricordano ancora di aver perso un sacco di soldi in qualche folle partita casalinga.

Si tratta di partite giocate al tavolo della cucina o in una stanza sul retro con un numero di carte sempre diverso, oltre che con jolly e altre regole particolari che vi faranno divertire.

Diamo un’occhiata a questi giochi. Prendete il vostro portafortuna e cercate di non arrabbiarvi: in alcuni di questi giochi i suckout sono all’ordine del giorno.

Le dieci varianti di poker più strane:

#1 – Vanunu

Era uno dei giochi preferiti dal giovane Daniel Negreanu a Toronto. Si ricevono sette carte coperte e se ne scopre una alla volta, puntando finché non ne restano solo due coperte.

A questo punto il gioco si trasforma in una specie di asta. I giocatori possono restituire una carta e comprarne un’altra, pagando una somma prestabilita in caso di carta scoperta e il doppio per una coperta.

Nella versione di Negreanu i giocatori devono dichiarare se vanno per il low, l’high o per entrambi mettendo le monete sul tavolo contemporaneamente: una per il low, due per l’high e tre per entrambi. Chi ha dichiarato entrambi li deve vincere tutti e due: in caso contrario non riceve alcuna porzione del piatto. Se poi ci sono state molte dichiarazioni per il low e non c’è una mano high, la mano più bassa si aggiudica tutto il piatto.

È un gioco unico con molte variabili, dall’High-Low al Lowball, e i giocatori devono stare molto attenti nelle dichiarazioni. Può essere dispendioso dichiarare entrambi e sbagliare. Speriamo che abbiate i read di Negreanu e vi aggiudichiate un sacco di piatti.

#2 – Pineapple e Crazy/Lazy Pineapple

Si tratta di una sorta di Texas Hold’em “tropicale” particolarmente amato: nel Pineapple, un giocatore riceve tre carte e ne scarta una prima del giro di puntate iniziali, che poi proseguono come nell’Hold’em.

In Crazy Pineapple i giocatori scartano solo dopo il flop per seguire poi le regole dell’Hold’em, mentre in Lazy Pineapple possono tenere tutte e tre le carte per scartarne una dopo il river e l’ultimo giro di puntate.

Dov’è il trucco? La carta extra e lo scarto vivacizzano il gioco e sembra sempre di gettare nel muck la carta sbagliata, magari tenendo una top pair quando con lo scarto avreste fatto scala oppure buttando nel muck un 2 che avrebbe dato un trips con dei 2 runner-runner.

Ce n’è abbastanza per ammattire, ma è un gioco molto piacevole, magari accompagnato da un bel cocktail ghiacciato. Buon divertimento!

#3 – Criss Cross, Fiery Cross o Iron Cross

five cards in a cross pattern on a poker table

 

È un gioco che può creare particolare trepidazione. Ogni giocatore riceve quattro carte e altre cinque vengono disposte coperte a formare una croce al centro del tavolo. Dopo un giro di puntate si scopre una delle carte esterne, si punta e si continua così fino a scoprire la carta centrale per ultima.

Dopo un’ultima puntata, i giocatori possono scegliere di usare due, tre o quattro delle loro carte oppure le carte orizzontali o verticali sul board e due delle proprie.

Esistono numerose varianti che permettono ai giocatori di usare più di due delle loro carte o hanno un piatto condiviso high/low. Un’altra variante comune rende il jolly la carta centrale, creando degli showdown davvero interessanti con ribaltamenti assoluti in meglio o in peggio: una mano solida può trasformarsi in una perdita dolorosa.

#4 – Irish Poker

È un misto tra Texas Hold’em e Omaha – magari con un po’ di fortuna degli irlandesi! I giocatori iniziano con quattro carte e puntano in modo tradizionale in pre-flop.

Quindi si devono scartare due carte per continuare come nell’Hold’em. Lo scarto dà un’opportunità unica di formare una mano: ma le carte scartate vi avrebbero regalato una mano migliore una volta scoperti turn e river?

I giocatori si ritroveranno spesso a rammaricarsi:

“Dannazione, avrei fatto full!”

“Con quei due picche al turn e al river avrei fatto nut flush. Se solo avessi tenuto quel re. Argh!!”

L’Irish poker è più imprevedibile dell’Hold’em, e queste esclamazioni fanno parte del divertimento. Ricordate solo di pensare bene alle due carte che restituite.

#5 – Black Mariah o Low Chicago

one-eyed jack and suicide king (Kh) facing each other

 

A volte conviene essere fortunati e basta, almeno a Black Mariah e Low Chicago, due versioni di Seven Card Stud. In Black Mariah, il giocatore che ha in mano il picche più basso vince metà del piatto. Tutto qui. Niente 3-bet, slow play o analisi approfondite su ogni mano. Dovete solo essere fortunati abbastanza da ricevere quel picche basso e lasciar lievitare il pot: metà sarà vostro.

Era il gioco preferito di Phil Hellmuth durante l’infanzia trascorsa nel Wisconsin. Sarebbe stato divertente vedere il 3♠ del Poker Brat battuto da un 2♠ e la sua sfuriata! Chiamato spesso Low Chicago, il suo opposto è High Chicago: il giocatore con il picche più alto in mano vince metà piatto. Non sarà un gioco di abilità, ma si vincono dei gran bei pot.

Invece di dividere il piatto, alcuni giocatori ne affiancano un altro. Le partite di Hellmuth sono addirittura più folli, spesso con Due, Fanti con un occhio solo e Re dei suicidi come jolly. Il nome Black Mariah ricorda l’antagonista del fumetto Marvel Luke Cage, anche se nel gioco Black Mariah è un’eroina che può farvi vincere un sacco di soldi.

#6 – Badugi

Confusione e frustrazione: ecco cosa aspettarvi da questo gioco che si sta diffondendo sempre più al punto da essere incluso in alcuni tornei di giochi misti delle World Series of Poker, anche se del poker tradizionale ha ben poco.

Il Badugi è un gioco lowball in cui i giocatori, una volta puntati i bui, ricevono quattro carte. Dopo una prima puntata, possono non cambiare carte (standing pat), cambiarne solo qualcuna o tutte e puntare di nuovo. Il tutto per tre volte.

Il gioco continua finché tutti i giocatori tranne uno hanno foldato o fino al terzo giro di cambio carte. Bisogna fare la mano più bassa possibile senza neanche una coppia e con tutti i semi diversi. Ad esempio, il Badugi più basso possibile è A♥ 2♣ 3♦ 4♠. Una mano con una coppia o una seconda carta di uno stesso seme, come A♥ 2♣ 3♦ 7♣ o 6♥ 7♣ 8♦ 8♠, è semplicemente un Badugi a tre carte e perde dinanzi a un Badugi a quattro carte.

Ecco perché è frustrante. Potreste avere A♥ 2♣ 3♦ e pescare un altro quadri, fiori o cuori: che disdetta!

Per confondere ancora di più il gioco c’è il Badeucy, un misto tra Badugi e 2-7 Lowball che come Badugi ha tre giri di puntate e cambio carte. Il piatto è diviso tra la migliore mano di Badugi a quattro carte e la migliore mano di cinque carte di 2-7 Lowball. Ma in questa variante gli assi sono carta alta, quindi la migliore mano di Badugi inizia con il 2. Ad esempio, un giocatore con 2♣ 3♥ 4♠ 5♦ 7♦ avrà i nuts tanto in Badugi quanto in 2-7 Lowball – dato che 2♣ 3♥ 4♠ 5♦ è il miglior Badugi possibile.

La difficoltà è data dalla carta extra che permette ai giocatori di avere le mani di Badugi più basse. I Badugi più alti non vinceranno così spesso, il che può complicare le cose, soprattutto in un gioco in cui i giocatori con le mani solide continueranno a puntare e a far crescere il piatto.

È un gioco impegnativo che fa ragionare, ma che può anche essere dispendioso se perseverate nella speranza di pescare carte migliori degli avversari. Pensate in piccolo in questo gioco Lowball/Lowball split pot. Capito?

#7 – Anaconda

snake sliding through several playing cards

 

Passa, passa e scopri quelle carte. In questa versione imbastardita di Seven Card Stud si ricevono sette carte coperte. Dopo un giro di puntate si passano tre carte al giocatore alla propria sinistra o destra (a scelta del dealer). Dopo un altro giro di puntate, si passano due carte e quindi un’ultima carta sempre dopo un altro giro di puntate.

A questo punto ogni giocatore mette davanti a sé le cinque migliori carte, che vengono mostrate una alla volta, seguite da un giro di scommesse fino a che non vengono mostrate tutte e cinque. Ci sono varianti con solo due passaggi di carte o anche high-low split.

Può essere frustrante perché potrebbe capitarvi di dover dividere una bella mano già fatta e se cercate di fare un punteggio basso il vostro avversario vi passerà immancabilmente un sacco di carte alte.

L’origine del nome si è persa nel tempo, ma può avere a che fare con le molte puntate o con la "serpentina" di carte che striscia per il tavolo. In ogni caso, è un gioco divertente e ricco di azione.

#8 – Three-Card Guts

È una variante che richiede grande coraggio e che alleggerisce velocemente il portafogli. I giocatori ricevono tre carte e possono decidere se giocare o no la propria mano gettando nello stesso momento una fiche al centro del tavolo. Il vincitore prende il piatto e i perdenti mettono la cifra equivalente. Ad esempio, se tre giocatori stanno e nel piatto ci sono $5, ognuno dei due perdenti sborsa una somma per costituire un nuovo piatto da $10.

Il procedimento si ripete finché un solo giocatore rastrella tutto il piatto. È un gioco molto movimentato e divertente. Come si deduce dal nome, ci vuole un bel fegato per vincere quei grandi piatti, che possono crescere molto velocemente se molti giocatori stanno e devono puntare la cifra corrispondente.

Quello che inizialmente era un piatto da $10 può aumentare a $40 se restano in gioco quattro giocatori. Se dopo ne restano altri tre può diventare di $120. Se ne restano altri tre? Be', capite dove si va a finire. Avete il giusto coraggio?

#9 – Cincinnati

Cincinnati as a poker table top

 

Ecco un’altra variante dal nome geografico. Ogni giocatore riceve cinque carte coperte mentre altre cinque, sempre coperte, sono poste al centro e vengono scoperte una alla volta seguite da un giro di puntate. Dopo l’ultimo giro i giocatori usano qualsiasi carta tra le loro e tra quelle nel board per realizzare la migliore mano da cinque carte.

Non è il Big O: avete cinque carte per fare la vostra mano migliore. Possono uscire delle mani fantastiche: preparatevi a perdere regolarmente anche con un colore o una scala. Attenti a non fare sciocchezze!

A proposito di baggianate, in una versione alternativa chiamata Lamebrain Pete la carta più bassa nel board diventa un jolly, rendendo un gioco folle ancora più pazzesco perché i giocatori sperano che la loro carta bassa diventi il jolly.

#10 – 2 and 22

Nessuna via di mezzo in questo gioco split pot molto diverso dalle varianti tradizionali di poker. Un asso può valere 1 o 11 come nel blackjack, ma le figure valgono mezzo punto. I giocatori ricevono una carta coperta e una scoperta e devono avvicinarsi il più possibile a 2 o a 22 per dividersi il piatto. Una volta ricevute le due carte si fa un giro di puntate e i giocatori possono chiedere un’altra carta o fare stand-pat.

I giocatori che passano tre volte vengono bloccati e non possono più prendere carte. Si arriva allo showdown quando tutti sono bloccati o nessuno prende più carte. Il divertimento in questo caso sta nel modo originale di bluffare. Giocatori con una carta scoperta bassa tendono a puntare in un piatto e almeno a bluffare al low. Se nessuno ha una carta più alta allora è una giocata astuta. Un giocatore potrebbe avere un re scoperto ma anche una carta alta coperta. Il bluffatore esperto potrebbe anche vincere il piatto low con 10-1/2.

Un giocatore che riceve un 2 coperto e un re scoperto ha 2-½, quindi un’ottima mano, mentre il fortunato che riceve asso-asso e vince entrambi i piatti cercherà ovviamente di fare crescere il piatto. Anche in questo caso ci sarà molta frustrazione. Il punteggio basso batte quello alto e un giocatore con 21-½ ne batterà uno che ha 22-½, mentre 2-½ sarà battuto da 1-½. Inoltre, un giocatore che punta alto potrebbe continuare a ricevere carte basse e poi boom! Un 10 che rovina tutto! Ci sono molte varianti ed è un gioco davvero molto divertente per movimentare la serata.

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Sull'autore
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Sean Chaffin è uno scrittore freelance di Crandall, Texas. I suoi articoli vengono pubblicati su numerosi siti e riviste. Seguilo su Twitter @PokerTraditions. Sean è anche il moderatore del podcast True Gambling Stories, disponibile su iTunes, Google Play, TuneIn Radio, Spotify, Stitcher, PokerNews.com, HoldemRadio.com e altre piattaforme.