Si ha un fold nel poker quando si rinuncia alla propria mano lasciandola sul tavolo verso il dealer. In questo modo ci si ritira dal pot in corso e non si possono effettuare altre giocate fino al termine della mano.
 
Quando si folda è importante seguire le regole di buona condotta, tenendo le proprie carte a faccia in giù, senza mostrarle agli avversari (nello specifico, a tutti quelli che sono rimasti in gioco).

Il fold come parte fondante della propria strategia

Un vecchio adagio nel poker, ancora valido ai giorni nostri, ci ricorda: “Bisogna sapere quando tenere e quando passare le carte”. Ogni scelta che fate al tavolo da poker avrà un impatto sui vostri risultati e determinerà i vostri guadagni o le vostre perdite medie (nonché i risultati a lungo termine).

Molti giocatori si focalizzano sugli aspetti strategici improntati all’attacco: le puntate, le 3-bet, i rilanci, i check-raise, i lead e i bluff su tutte e tre le strade.

Non hanno tutti i torti: una strategia di gioco nel complesso aggressiva vi darà più opportunità di aggiudicarvi il pot rispetto a un semplice showdown. In genere vi garantirà un profitto maggiore rispetto a un approccio passivo.

Tuttavia, il fold è una delle giocate più sottovalutate del poker: può fare la differenza tra un call perdente e una riduzione delle perdite. Nel corso del tempo, inoltre, effettuare dei piccoli fold con EV pari a 0 al posto dei call con EV negativo (che si tratti di un valore grande o piccolo) finirà per avere nel complesso una ricaduta fortemente positiva sul vostro tasso di vincita.

In questo articolo analizzeremo quindi l’arte del fold, a cominciare dalle caratteristiche generali e affrontando sei aspetti essenziali da considerare prima che facciate tale giocata.

Date un’occhiata ai vari paragrafi e fate riferimento al diagramma di flusso illustrato alla fine dell’articolo:

  • Quando conviene foldare nel pre-flop?
  • Selezione di base delle mani iniziali
  • Indurre gli avversari a foldare con giocate aggressive
  • Situazioni post-flop: quali mani foldare
  • Situazioni post-flop: quando foldare una top pair
  • Sei considerazioni da fare prima di foldare

Quando conviene foldare prima del flop?

Giocare troppe mani nel pre-flop vi porterà a molti scenari insidiosi sulle strade successive. È perciò fondamentale studiare le tabelle sulle mani iniziali (in base alla posizione) per avere un buon punto di riferimento.

Attenetevi alle indicazioni e foldate tutte le mani consigliate! Le uniche eccezioni che vi potete permettere dipenderanno dalle inclinazioni dei vostri avversari e dalle soluzioni migliori per contrattaccare/avere la meglio su di loro.

È importante sottolineare che nel poker è solitamente opportuno foldare gran parte delle mani nel pre-flop. In effetti, guardando le statistiche HUD relative ai giocatori TAG vincenti negli incontri 6-max online, si nota che essi in genere puntano attivamente i propri soldi nel pot pre-flop (VPIP) soltanto nel 22-26% dei casi, vale a dire una mano ogni quattro o cinque!

Come accennato, i piccoli errori nel pre-flop possono assumere proporzioni maggiori dopo il flop e mettervi in situazioni complicate che vi porteranno a perdere ancora più denaro, per cui è meglio concentrarsi sulle decisioni relative alle mani iniziali, cominciando subito a foldare le carte poco appetibili.

Tabella sulla selezione di base delle mani iniziali

Per i grafici sulle mani iniziali è possibile far riferimento a questa guida di 888poker.

6 max chart

 

Guardando la tabella, si possono vedere le mani da passare prima del flop. Per farla semplice, è sempre opportuno foldare ogni mano indicata nelle caselle bianche, in aggiunta a tutto ciò che è contrassegnato da un colore diverso dalle posizioni in questione.

(Si noti che tutte le mani andrebbero comunque incluse nel range relativo alla posizione successiva).

Per incrementare le vostre abilità nel pre-flop, vi conviene anche imparare ad affrontare le situazioni in cui un altro giocatore ha già effettuato una mossa d’apertura.

I criteri da considerare al momento di decidere se fare call, raise o fold comprendono, tra gli altri, i seguenti aspetti:

  • La vostra posizione
  • La posizione del vostro avversario
  • Le dimensioni degli stack iniziali
  • Le proporzioni della puntata iniziale
  • Le inclinazioni degli avversari rimasti in gioco (o di quelli che giocano dopo di voi)
  • Che siate in posizione o meno
  • La forza dell’avversario che apre.

I solver pre-flop (come PokerSnowie o PIOSolver) sono utili per capire quali mani foldare, in base allo scenario in questione.

Il corso di perfezionamento Elite Cash Game 6-max offerto da Upswing Poker comprende anche dei grafici per imparare a procedere contro gli RFI (Raise-First-In) e le 3-b, in base alla posizione e alle varie dimensioni delle puntate d’apertura.

Indurre gli avversari a foldare con giocate aggressive

Cosa s’intende per fold equity nel poker?

Be’, l’equity si riferisce alla fetta di pot che vi appartiene in base alle chance di successo di vincere una mano in un determinato momento.

Vi aggiudicate tutto il piatto sfruttando la fold equity e il fold del vostro avversario.

Per una strategia più completa e approfondita sulla fold equity, date un’occhiata al nostro apposito articolo nel blog: Come l’equity può rendere invincibile il tuo gioco.

Situazioni post-flop: quali mani foldare

Ci saranno sempre varie considerazioni da fare al momento di prendere una decisione al tavolo da poker (per farvi un’idea al riguardo, date un’occhiata al diagramma di flusso rappresentato in calce all’articolo).

Di conseguenza, le mani da foldare differiscono da una situazione all’altra ed è sempre fondamentale rimanere lucidi e concentrati per valutare tutte le informazioni a vostra disposizione.

Dal punto di vista della GTO, è piuttosto facile determinare la frequenza con cui foldare, utilizzando la cosiddetta frequenza minima di difesa (MDF). Questa teoria prescrive il range con cui conviene procedere, a seconda delle dimensioni della puntata avversaria (in rapporto all’entità del pot).

In sostanza, se da una parte è consigliabile sfruttare l’MDF solo contro gli avversari tosti (poiché contro quelli deboli è più conveniente adottare un approccio exploitativo), dall’altra l’MDF è utile come punto di riferimento per determinare quali mani foldare ogniqualvolta si affronta una puntata avversaria.

Ecco un grafico pratico sull’MDF:

MDF chart

 

Per quanto riguarda il concetto di MDF, dovrebbe risultare piuttosto evidente il perché un range iniziale troppo ampio nel pre-flop possa essere deleterio per il vostro gioco post-flop. Affrontando le puntate dei vostri avversari, dovrete difendere un maggior numero di mani (da un punto di vista combinatorio) nel caso di un range di mani iniziali più ampio.

In un tale scenario potreste essere costretti a fare dei call con un EV potenzialmente negativo se sfruttate a dovere l’MDF.

Situazioni post-flop: quando foldare una top pair

Spesso può essere difficile capire quando foldare una top pair. Molti giocatori occasionali faticano a foldare le mani importanti quando la situazione lo richiede. Così facendo finiscono per subire un’emorragia di fiches assolutamente evitabile.

In genere, se usano l’MDF per calcolare il range a propria disposizione con cui fare call, finiscono per rendersi conto che la propria top pair/kicker è piuttosto debole.

Per fare un esempio, immaginate di aprire con AKo in posizione di MP1. Il vostro avversario vede dal CO e al momento del flop vengono scoperte le carte K-T-7 con due picche. Quindi effettuate una puntata e il vostro avversario vede. Il turn svela un 8 con un seme diverso: quest’ultimo probabilmente favorirà il range del vostro avversario più di quello vostro con una carta/coppia alta. Ora l’avversario può avere qualche combinazione di coppia/doppia coppia + progetto di scala.

Essendo fuori posizione, scegliete di fare check sul turn e di adottare una strategia più difensiva. Il CO scommette il 50% del piatto e voi vedete con una TPTK (Top Pair Top Kicker). Sul river viene pescato un 9 di seme diverso (K-T-7-8-9, senza possibilità di colore).

A quel punto fate check e il vostro avversario scommette di nuovo un importo pari al 50% del pot. 

In base al grafico precedente, dovreste fare call con la top col 67% del vostro range sul river e foldare col restante 33%. Analizzando tutte le combo che potreste avere, notate che, rispetto al vostro AK, ci sono tante carte migliori con cui fare call: AA (overpair); AJ, KJ, QJ (scale); KT, T9s, 98s, 87s (doppie coppie) e KK, TT, 77, 99 (set).

Sì, è possibile che non tutte queste mani scommettano sul flop e facciano check/call sul turn nel 100% dei casi. Fate però un confronto tra queste e l’elenco piuttosto ristretto di mani potenziali che sarebbero peggiori di AK: KQ (top pair, secondo kicker); AQ (ace high); A9 di picche (terza coppia + progetto di colore mancato).

In tale situazione, la top pair/top kicker si posiziona verso il fondo del vostro range, suggerendovi così di foldare.

Mentre riflettete su questa decisione, vi si presenta un’altra prospettiva: quella di provare a determinare con quali mani l’avversario potrebbe provare a bluffare. A dirla tutta, non ce ne sono così tante, in particolare se l’avversario pensa di avere SDV (Showdown Value) con una top o mid pair.

In tal caso, le sue puntate saranno più probabilmente improntate sulla forza, per cui vi conviene foldare, seguendo quest’adattamento strategico exploitativo.

Sei considerazioni da fare prima di foldare

Ora arriva il bello: il diagramma di flusso definitivo che vi aiuta decidere quale giocata effettuare e se dobbiate foldare o meno in una data situazione.

before folding flowchart

 

Il range di scommesse dell’avversario: è bene prendersi un minuto e riflettere sulle mani che il vostro avversario avrà sulla strada in corso. Questo ragionamento si basa sul modo in cui questi ha giocato la mano fino a quel momento, oltre a quelle con cui continuerebbe a scommettere. Per trarre più informazioni da questo range, ponetevi le seguenti tre domande:

  • Con quali bluff il mio avversario farà delle puntate?
  • È possibile che il mio avversario stia facendo una value bet con una mano peggiore della mia?
  • Con quante combo di mani di valore e di bluff il mio avversario potrebbe star scommettendo?
  • Pot odds: il prossimo passo è quello di capire quali sono i vostri pot odds contro le dimensioni della scommessa avversaria (in rapporto all’entità del pot). Calcolando i vostri pot odds, potete determinare la percentuale dei casi in cui vincerete la mano con un call. Dinanzi a una puntata avversaria pari all’importo del pot, dovete vincere il 33% delle volte per registrare un guadagno nel lungo periodo. Contro una scommessa pari a metà del piatto, invece, dovrete vincere nel 25% dei casi.

N.B.: Se non avete confidenza con le pot odds, leggete uno dei nostri articoli al riguardo per scoprire cosa sono e come si calcolano.

  • Tipologia e inclinazioni dell’avversario: conoscere e inquadrare i vostri avversari vi permetterà di capire se adottare contro di loro una strategia più improntata alla GTO o più exploitativa. Ad esempio dovete tener conto di eventuali tendenze exploitative da parte loro, così da poter adattare le vostre decisioni ed effettuare giocate più convenienti nel lungo termine. Se il vostro avversario tende a esagerare con i bluff, è consigliabile fare più spesso call down. Se affrontate invece un giocatore nit, è meglio che limitiate i vostri call, visto che, come sapete, questo genere di avversari riduce al minimo i bluff.
  • Forza della mano (board): è fondamentale prendere in considerazione la texture e la coordinazione del board al momento di decidere se fare fold, call o raise. Immaginate un monotono flop rosso composto da 9-8-7 mentre stringete due assi neri: uno scenario certamente poco incoraggiante. Qualsiasi vostro progetto è condannato a una sconfitta certa (o quasi) qualora l’avversario abbia una doppia coppia, un set, una scala o un colore. Anche nel caso in cui non abbia ancora una mano forte, ci sono molte possibilità che possa formare il punto più alto su una strada successiva (il che significa che ha un forte vantaggio su di voi in termini di equity). Lo stesso accade quando avete un colore sul turn e poi il river accoppia il board. Tutt’a un tratto, la vostra mano perde valore al cospetto di tutte quelle possibili. Questi cambiamenti alle texture del board dal flop al river dovrebbero influenzare il vostro modo di giocare la mano su ogni strada. Potete anche iniziare a ragionare sugli adattamenti strategici da adottare in base alle carte che potrebbero uscire di lì a poco (in sostanza, potete pianificare in anticipo le vostre mosse).
  • Forza della mano (range): questo aspetto si lega al concetto di MDF che abbiamo trattato in precedenza. In sostanza, il vostro obiettivo è quello di difendervi efficacemente, a prescindere dalla puntata dell’avversario. Anziché foldare, alcuni giocatori optano malamente per un call anche in presenza di una mano mediocre. Altri, invece, foldano troppo spesso, anche quando dispongono di una mano ottima in relazione al proprio range. Così facendo si espongono al rischio di essere exploitati dai propri avversari. Prima di decidere se foldare o meno, considerate il valore della vostra mano in relazione a tutto il vostro range.
  • Segnali/altri fattori: è possibile riconoscere i segnali lanciati dai propri avversari sia negli incontri live sia online, anche se, ovviamente, si tratta di un aspetto più lampante nel poker dal vivo. Avendo a che fare con un gioco a informazioni incomplete, è cruciale sfruttare sempre ogni appiglio disponibile per effettuare la miglior giocata possibile: occorre quindi analizzare eventuali segnali da parte dell’avversario. È importante stare sempre all’erta su questo aspetto, anche durante le mani a cui non prendete parte. Se foldate, non fatevi distrarre dalla tv o dal cellulare, ma tenete alta l’attenzione: osservando e riconoscendo subito i segnali o le inclinazioni dei vostri avversari, otterrete un grande vantaggio nelle mani successive.

A proposito di quest’ultimo aspetto, è meglio considerare altri piccoli dettagli prima di agire, anche in base a eventuali adattamenti strategici.

Alcuni dei dettagli finali di cui tener conto sono:

  • L’eventuale coinvolgimento in un multiway pot e la presenza di altri giocatori dopo di voi.
  • Le tattiche adottate dagli avversari in base alla vostra immagine al tavolo.
  • Se il vostro avversario ha appena vinto o perso una mano importante.

Considerazioni finali

Nel poker è essenziale analizzare tutti gli aspetti rilevanti per poi prendere la decisione caratterizzata dall’expected value più alto nel lungo periodo. Alle volte, quando pensate di foldare (mossa che comporta sempre un EV pari a 0), potrebbe in realtà esserci un’altra giocata da prendere in considerazione, forse diversa da ciò che avete in mente.

Per questo motivo è sempre fondamentale considerare TUTTE le opzioni a disposizione. Ad esempio, al posto di foldare, potrebbe essere una buona idea rilanciare con un bluff in una determinata posizione? Forse avete una mano troppo debole per vedere, ma troppo forte per foldare? Magari disponete di ottimi blocker, che possono incrementare le vostre chance di successo con un bluff!

Ricapitolando: che vi ritroviate all’inizio della mano o sul river, ricordate sempre di considerare tutte le opzioni a vostra disposizione prima di procedere con la mossa successiva.

Alle volte è opportuno passare la mano, ma non sempre si tratterà della giocata migliore da effettuare.

Sull'autore
Di

Matthew Cluff è un giocatore di poker specializzato nelle partite 6-Max No Limit Hold’em. Inoltre si occupa regolarmente di contenuti di poker online per vari siti.