Il campione di poker Jonathan Little sa bene quanto sia fondamentale riuscire a definire i range delle carte del tuo avversario.

Chi ha giocato a poker si sarà di certo trovato nella seguente situazione: un giocatore va all-in prima del flop e l’altro dice “Secondo me hai A-K, quindi faccio call con una coppia di basso valore.” Con ogni probabilità, quest’ultimo non sa bene cosa sia il concetto di range di mani.

Immaginiamo la seguente situazione: un giocatore attento e non particolarmente aggressivo, con uno stack di 200 USD in una partita da 1/2 USD, rilancia di sei da una delle prime posizioni al tavolo. È importante capire che tale rilancio viene fatto con un range di mani e non con una mano specifica. Certo, lui avrà in mano una mano specifica, ma questo non importa perché noi non la potremo mai sapere con certezza.   

Il fatto che abbia rilanciato permette immediatamente di eliminare alcune mani da quelle che il tuo avversario potrebbe avere. Se è vero che non è particolarmente aggressivo, allora con ogni probabilità avrebbe foldato una mano scadente. Probabilmente poi è uno che folderebbe anche le mani marginali, come A-7 e Q-9, perché si trova in una delle prime posizioni al tavolo.

La maggior parte dei giocatori attenti e non particolarmente aggressivi decideranno di puntare con un range simile a questo:

Capire come funzionano i range

Questo range implica il fatto che il tuo avversario punti con tutte le mani che intende giocare, ovvero che non limpi mai. È importante definire il range di mani del tuo avversario sulla base delle sue tendenze. Se lui ha già limpato alcune mani molto scarse in questo range, o magari è un maniaco che rilancia sempre e comunque, la nostra valutazione dovrà essere molto diversa.

Continuiamo con l’esempio precedente (nella quale il tuo avversario attento e non particolarmente aggressivo ha puntato da una delle prime posizioni al tavolo) →

Tu hai 9s-9c e decidi di chiamare dal button.

Tutti gli altri passano.

Al flop esce Kc-8d-5s.

Il tuo avversario fa una c-bet di 10 USD su un piatto di 15 USD.

Immaginiamo che tu sappia che il tuo avversario predilige fare una c-bet al flop con qualsiasi mano quando ha aggredito al preflop, impedendoti così di limitare il suo range. Ci sono avversari che con certe mani preferiscono puntare e con altre fare un check: queste informazioni ti permettono di limitare il loro range.  

Con un calcolatore di equity scoprirai che la tua coppia di nove ha una probabilità di vittoria del 46% contro quell’ipotetico range, anche se al flop è uscito un re.

(Nota: tutte le percentuali indicate in questo articolo sono ottenute grazie a un calcolatore di equità online gratuito.)

Anche se per ora sei “dietro”, chiamare è la giocata giusta alla luce dei tuoi pot odds. Devi chiamare 10 USD per vincere un piatto di 15, più la scommessa di 10 USD del tuo avversario, più i 10 USD che metterai tu: ciò significa che devi vincere solo 10/35 = 29% delle volte.

Visto che sai di avere la mano migliore nel 46% dei casi, e che devi vincere solo il 29% delle volte, è giusto chiamare. È importante capire che non stiamo chiamando perché “crediamo che il nostro avversario abbia A-Q”, come penserebbe la maggior parte dei giocatori amatoriali. Così come non stiamo foldando perché “pensiamo possa avere K-Q”.

Definire il range in base alle tendenze del proprio avversario

Al turn esce poi (Kc-8d-5s)-4c

Immaginiamo che tu sappia che il tuo avversario gioca in maniera molto diretta al turn e al river, che punti sempre quando crede di avere la mano migliore e che opti per il check con niente o con una mano marginale. Se a quel punto il tuo avversario punta, allora è meglio foldare: il suo comportamento induce a pensare che abbia almeno una coppia alta, forse anche di più.  

Una coppia forte rende più semplice per te foldare. Anche se avesse un draw o un colore, o anche una coppia di medio valore, è facile qui foldare. Hai circa il 4% di possibilità di vincere se il tuo avversario punta al turn, e quindi non ha senso chiamare. Il range del tuo avversario dovrebbe essere circa questo:

Se invece il tuo avversario opta per un check, puoi escludere tutte le coppie più alte e le mani ancora migliori dal suo range. In questo caso la tua probabilità di vittoria sale al 69%.

Nel caso in cui il tuo avversario faccia un check al turn, il suo range dovrebbe essere circa questo:

Se è vero che ci sono mani nel range del tuo avversario contro le quali perderesti, come Q-Q, J-J, e T-T, è altrettanto vero che vinceresti contro molte di più. Una volta stabilito con precisione il range del tuo avversario, e nel caso in cui ci siano numerose carte che al river potrebbero inficiare il valore della tua mano, come un A, una Q, un J o un dieci, allora è meglio puntare.

In questa situazione è equilibrato puntare 18 USD sul piatto di 35. Una puntata di tali dimensioni darà al tuo avversario i pot odds sbagliati per chiamare senza nessuna coppia, mentre lo coinvolgerà ad entrare con una mano marginale, tipo una coppia di basso valore, che tu potrai battere. E nel caso ti dovesse battere lui, almeno non avrai perso troppi soldi. Puntare troppo pesante qui sarebbe un errore: fai in modo di permettere al tuo avversario di commettere un errore, ma fallo in maniera realistica.

Il poker però non è sempre così semplice. In questa specifica situazione, molti dei giocatori più forti sceglierebbero di fare un check al turn con tutto il loro range. È bene notare che, se il loro range al check del turn è lo stesso di quello della c-bet al flop, che è poi quello della puntata preflop, la tua mano sarà migliore di quella del tuo avversario solamente nel 50% dei casi.

In caso di check, non sarà facile per te. E anche una scommessa al turn con tutto il suo range ti metterà nella situazione di dover prendere una decisione difficile.

Mettere il proprio avversario in una situazione difficile

È importante mettere il proprio avversario in una situazione difficile allargando il più possibile il proprio range. Questo si ottiene giocando ampie porzioni del proprio range nello stesso modo. Un errore classico dei giocatori principianti è puntare tre big blinds prima del flop con tutte le mani giocabili meno che con J-J e T-T, per le quali invece vengono riservati cinque big blinds. Un avversario attento capirà subito che una puntata di cinque big blinds significa che abbiamo in mano J-J o T-T, e questo gli renderà la vita molto più facile.

Un altro tipico errore dei principianti è andare per una c-bet al flop con qualsiasi mano, a parte quelle davvero molto buone. Anche qui, un avversario attento capirà che una c-bet significa non avere la mano migliore possibile, un’informazione assolutamente utilissima al suo gioco. Tale errore è facilmente correggibile facendo check con la mano migliore e con quella peggiore possibile. Questa strategia manterrà ampio sia il range con il quale si punta sia quello con il quale si fa check. Nel poker raramente si compiono azioni che sono esclusivamente molto forti o esclusivamente molto deboli.   

Detto questo, se affronti un avversario non particolarmente attento a questi dettagli e che gioca in maniera aperta, l’accortezza di proteggere i tuoi range mantenendoli tutti abbastanza forti è spesso non necessaria. Se l’unica cosa che interessa al tuo avversario sono le sue carte, allora gioca in maniera diretta e aggressiva e battilo.

Ma crescendo il valore degli stack e anche degli avversari che affronti, i concetti di definizione del range dell’avversario e di difesa dei propri diventano fondamentali.

Leggi il mio prossimo articolo, nel quale discuteremo come evitare di andare in tilt e smetterla di farsi influenzare dai e di pensare troppo ai risultati.

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