LA GUIDA DEFINITIVA AL BLUFF

LA GUIDA DEFINITIVA AL BLUFF

Un bluff nel poker consiste nell’effettuare una puntata o un rilancio nel tentativo di indurre l’avversario a passare una mano migliore della vostra, cosicché vi aggiudichiate il piatto in automatico. Anche se in ogni momento c’è la possibilità teorica di bluffare, i migliori giocatori riescono sempre a individuare i momenti più opportuni, ovvero quelli in cui gli avversari saranno più propensi a foldare.

Per sapere quando bluffare occorre far leva su un insieme di specifiche competenze acquisibili, le quali aiutano i giocatori a massimizzare il proprio valore atteso (detto anche EV, dall’inglese “expected value”) e trarre il massimo dai bluff. Lo scopo di questa guida dettagliata è quello di fornirvi tutte le conoscenze richieste per padroneggiare l’arte del bluff!

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Indice

LA TEORIA DEL BLUFF

 

Se volete essere dei solidi giocatori di poker, DOVETE assolutamente includere il bluff nel vostro bagaglio personale. Perché, vi starete chiedendo? Prendiamo due esempi per aiutarvi a capire meglio quanto detto.

Il nit: consideriamo un giocatore nit che effettua una puntata soltanto in presenza di una buona mano. In tal caso è piuttosto facile giocare contro di lui: se questi infatti inizia a seguire un approccio più aggressivo, saprete di avere poche chance di vittoria e potrete foldare senza problemi. Il motivo per cui è semplice giocare contro i nit sta nella facilità di intuire le loro carte nel caso adottino un atteggiamento più aggressivo, consentendovi di prendere quasi sempre la decisione più appropriata!

Il maniac: immaginiamo ora la situazione opposta, con un maniac estremamente aggressivo e propenso al bluff. Potrete facilmente exploitare questo genere di giocatori facendo call con un più ampio range di mani di valore e/o aspettando che si diano la zappa sui piedi, facendogli puntare grandi somme anche quando sarete voi ad avere una mano forte.

Come potete vedere, implementare nella giusta misura l’arte del bluff nel vostro bagaglio personale può fare davvero la differenza sul vostro livello di gioco.

Il segreto di un ottimo bluff sta nel tempismo perfetto! Ecco alcune semplici domande che vi potete fare per capire se conviene bluffare in una determinata situazione:

  • L’avversario ha un range debole o cappato?
  • L’avversario ha dato mostra di qualche tell che potrebbe aiutare a stabilire la forza della sua mano?
  • I miei bluff sono proporzionati rispetto alle mani di valore?
  • L’avversario è una calling station? Sarà propenso a vedere la mia puntata?
  • Qual è la mia immagine al tavolo? I miei avversari saranno inclini ad abboccare ai miei bluff?
  • Nel corso della mano ho adottato una strategia di gioco credibile (cosicché gli altri pensino che io abbia delle carte buone)?
  • Durante la mano ho scelto di volta in volta la giusta somma da scommettere (per ragioni legate alla credibilità delle giocate, allo stack to pot ratio, rischiando la somma minima di denaro col bluff, conservando al contempo la massima quantità di fold equity ecc.)?

Come potete vedere, ci sono molte considerazioni da fare nel determinare il momento opportuno per un bluff.

 

7 2 hands

 

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COME BLUFFARE

 

Per bluffare occorre essere dei giocatori aggressivi, e di solito è proprio questo il tipo di giocatori a vincere (dal momento che essi hanno a disposizione due modi per aggiudicarsi un piatto: 1) hanno la miglior mano allo showdown oppure 2) gli altri giocatori reagiscono con un fold alla loro puntata o rilancio, consentendo loro di conquistare il pot senza trovare alcuna resistenza).

Detto questo, non bisogna giocare in maniera scriteriata, ma scegliere i momenti giusti per aumentare l’aggressività. Ecco una lista di nove cose da considerare ancor prima dell’inizio di una mano, così da stabilire l’opportunità (e talvolta la giusta frequenza) di un eventuale bluff:

  1. La dinamica di gioco al tavolo: Avere la giusta dinamica al tavolo (tipo di giocatori, posizioni, stack ecc.) vi faciliterà il compito di scegliere la frequenza con cui bluffare, qualora usiate un approccio exploitativo.
  1. Stakes: è più difficile bluffare in presenza di micro stakes, poiché i giocatori sono in genere più propensi al call, offrendovi la possibilità di adottare con successo un approccio exploitativo. A man mano che andate avanti e iniziate ad avere bisogno di un po’ più di equilibrio del solito nei vostri range, dovreste implementare sempre di più il bluff nelle vostre strategie di gioco.
  1. Numero di giocatori nella mano: per farla semplice, più giocatori ci sono in una mano, minore dovrà essere la frequenza dei vostri bluff, vista la maggiore probabilità che qualcuno abbia delle buone carte.
  1. La vostra immagine: se siete stati troppo aggressivi e/o siete stati beccati a bluffare nelle ultime mani, è opportuno ridurre la frequenza dei bluff e virare sulle value bet, considerando che gli avversari avranno in testa il vostro recente bluff e saranno più inclini a vedere le vostre puntate.
  1. L’immagine e le inclinazioni degli avversari: Se il vostro avversario fa sempre call, vi conviene assolutamente evitare i bluff! Allo stesso modo sarà opportuno concentrare i bluff contro i giocatori particolarmente propensi a foldare.
  1. Fate attenzione ai tell: è facile scegliere le vostre mosse se, sulla base dei tell di un avversario, siete in grado di determinare le sue carte o perlomeno la forza della sua mano. Durante una sessione di gioco state sempre all’erta e provate a captare eventuali segnali da parte dei vostri avversari.
  1. Nascondete i vostri tell: Imparando qualcosa di più in materia, scoprirete come nascondere più facilmente i vostri stessi tell al tavolo da gioco, il che potrà certamente incrementare la percentuale di successo dei vostri bluff (cfr. “Paragrafo 6: Individuare i bluff avversari” in questa guida).
  1. Tipologia di partita: Bluffare nei cash game con stack profondi richiede una conoscenza e applicazione di ulteriori principi strategici rispetto alle fasi avanzate dei tornei con short stack. Inoltre, a seconda della tipologia d’incontro, ci sono delle differenze sul tipo di bluff da adottare.
  1. Considerazioni sul bankroll: Avere a disposizione un buon bankroll vi conferirà maggiore sicurezza nell’effettuare i bluff, evitandovi il rischio di tirarvi indietro per la sola paura di perdere soldi.

 

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STRATEGIA DI GIOCO – BILANCIARE I PROPRI BLUFF

 

Per dirla in parole povere, la scelta di effettuare una puntata dovrebbe avere come scopo quello di sfruttare una mano di valore e/o negare a un avversario la possibilità di realizzare l’equity della propria mano e/o spingere un giocatore a foldare con una mano migliore della vostra (tramite un bluff).

Al momento di scommettere, dovete scegliere l’importo e la frequenza che tengano conto di tutte le possibili mani comprese nel vostro range. A questo punto potete scegliere le migliori mani con cui bluffare (tema che approfondiremo in seguito) o con cui fare una value bet. 

Ci sono due tipologie principali di range di mani da cui normalmente i giocatori scelgono per costruire i propri range e decidere quanto scommettere:

  • Range polarizzato: comprende made hand particolarmente forti e mani deboli (per un bluff).
  • Range lineare / merged: include mani molto forti, ma anche di media forza o con cui bluffare.

In genere, i range polarizzati sono caratterizzati da puntate decisamente più sostanziose rispetto ai range merged (forse vi è capitato di sentire che un giocatore che effettua un’overbet sul river potrebbe star seguendo un approccio “particolarmente polarizzato”, il che significa che in genere avrà il nut o una mano inconsistente). Considerando il maggior importo delle puntate, potrete generalmente aumentare anche il numero di bluff in relazione al numero di mani di valore presenti nel vostro range. Per chiarirne meglio il motivo, analizziamo ora il bluff da un punto di vista teorico, matematico e imparziale.

 

Ricordate che (spesse volte) il miglior modo per vincere ai tavoli da gioco è quello di adottare un approccio exploitativo, che vi permette di sfruttare in maniera ottimale le debolezze dell’avversario per generare il maggior guadagno possibile. Solo dinanzi ai giocatori più bravi vi conviene attuare una strategia più equilibrata: a prescindere dalle loro giocate, avrete così un numero adeguato di value hand e bluff nel vostro range, impedendo agli avversari di exploitarvi.

 

N.B.: nel prossimo paragrafo faremo particolare riferimento al bluff sul river, dal momento che, una volta scoperte tutte le carte comunitarie, si realizzerà pienamente l’equity delle varie mani, decretando il fatto che voi abbiate quella più forte o meno. Quando fate un bluff (o un semi-bluff) sul flop e sul turn, le equity assumono generalmente dei valori simili, per cui è meglio bluffare maggiormente su queste strade che non sul river (approfondiremo meglio l’argomento nel “Paragrafo 5: L’arte del semi-bluff").

Allo stesso modo, come accennato prima, noterete che puntare più forte sul river (adottando quindi un approccio più polarizzato) vi permetterà di bluffare più spesso. Se puntate 100$ in un pot da 50$, il vostro avversario dovrà fare un call di 100$ per vincerne 150, il che significa che avrà una quota di 3 a 2 (o di 1,5 a 1). Di conseguenza dovrà vedere la puntata e vincere il 40% delle volte per generare un guadagno: a questo punto il vostro range dovrà essere composto per il 60% da value hand e per il 40% da bluff.

Fate riferimento alla seguente tabella per stabilire quanti bluff sul river includere nel vostro range di scommessa in base all’importo della vostra puntata (e che stiate utilizzando una strategia equilibrata o meno).

La vostra puntata

Quote dell’avversario sul call:

Value bet %

Bluff %

¼-pot

5 a 1

83,4%

17%

1/3-pot

4 a 1

80%

20%

½-pot

3 a 1

75%

25%

2/3-pot

2,6 a 1

72%

28%

3/4-pot

2,3 a 1

70%

30%

Pot

2 a 1

67%

33%

1,5x-pot

1,7 a 1

62%

38%

2x-pot

1,5 a 1

60%

40%

 

HAMMER HITTING THE WORD BLUFF

 

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CONSIGLI PER BLUFFARE

 

Ecco cinque consigli su larga scala che vi consentiranno di migliorare la percentuale di successo dei vostri bluff:

  1. Leggete le mani degli avversari come i professionisti: è importante saper stimare la forza delle mani avversarie per stabilire le chance di successo di un bluff. È possibile sviluppare e allenare nel corso del tempo la capacità di lettura delle mani. Individuate anzitutto le inclinazioni dei vostri avversari nel pre-flop (valutando la frequenza delle loro aperture, dei call ecc. con riguardo alle statistiche VPIP e PFR in un HUD), per poi sfruttare queste informazioni e ottenere più facilmente un range di mani iniziale in base alla posizione dell’avversario.
  1. Valutate le migliori mani con cui bluffare in base alla strada: il semplice fatto che abbiate bluffato con un rilancio sul turn non significa che dobbiate continuare a puntare forte con tutti i bluff sul river (non bisogna esagerare con questa giocata!). Strada dopo strada dovete infatti analizzare il range e stabilire quali sono le migliori mani con cui bluffare: la vostra decisione finale dipenderà anche dall’importo della puntata e dal numero di value hand nel vostro range.
  1. Ragionate prima di aggredire i giocatori deboli: quando un avversario fa check-back sul flop o sul turn e dà segni di scarsa abilità, non vi dovete sentire automaticamente autorizzati ad assumere un atteggiamento aggressivo con qualsiasi carta abbiate, visto che così facendo rischiereste voi di esagerare con i bluff, finendo probabilmente per accusare perdite economiche nel lungo periodo. Se da un punto di vista exploitativo (sic!) una tale inclinazione dell’avversario può e dovrebbe essere sfruttata, soprattutto se l’altro tende a fare check-back con mani più deboli, questo non significa che dobbiate sempre fare una donk bet sulla strada successiva con tutte le mani presenti nel vostro range.
  1. Date la precedenza a un approccio exploitativo anziché equilibrato: se da una parte è sempre importante saper giocare in modo solido ed equilibrato, ricordate che in genere, soprattutto con gli stakes più bassi, sarete quasi sempre in grado di trarre maggior valore dalle mani limitandovi a exploitare le inclinazioni degli avversari anziché focalizzandovi sulle strategie equilibrate.
  1. Scegliete bene l’importo delle puntate con cui bluffare: quando bluffate, è importante pensare a quale sarebbe l’importo della vostra puntata se aveste una mano di valore. Non vi conviene infatti cambiare la somma scommessa a seconda che abbiate un bluff o una value hand, considerando che molti bravi giocatori saprebbero cogliere la differenza, finendo quindi per exploitarvi!
SOMEONE WHISPERING IN POKER PLAYERS EAR

 

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L’ARTE DEL SEMI-BLUFF

 

All’interno del grande mondo del bluff trova spazio anche la sottocategoria del semi-bluff, che consiste nello scommettere con una mano dal basso showdown value (sul flop o sul turn), nella speranza di migliorare e formare una mano decisamente più forte (come una scala o un colore) sulle strade successive. La potenzialità del semi-bluff si esprime sotto due forme: 1) avere la possibilità di vincere un piatto più grande, nel caso miglioriate la mano sulle strade successive; 2) indurre l’avversario a passare una mano migliore della vostra, negandogli così la possibilità di realizzare l’equity e conquistando il pot sul tavolo.

I quattro tipi di mani

Esistono fondamentalmente quattro diverse categorie in cui suddividere le varie mani del vostro range in vista del post-flop:

  1. Made hand forti
  2. Made hand marginali
  3. Progetti
  4. Air

Volendo adottare un ragionamento ultra-semplicistico, in genere dovreste scommettere con le carte comprese nelle categorie 1 e 3 e fare check con quelle incluse nelle categorie 2 e 4.

Di conseguenza, il semi-bluff produce i suoi effetti quando si segue questo schema, dal momento che nella maggior parte dei casi farete una bet con i vostri progetti, che alla fine saranno bilanciati dalle vostre value hand forti.

Frequenza consigliata per i bluff sul flop e sul turn

Sul river è più facile determinare le mani con cui poter bluffare, considerando che sarete arrivati a un punto della mano (senza ulteriori carte da scoprire) in cui tutti i giocatori avranno realizzato la propria equity e potranno determinare la forza delle proprie carte. Per questo è più semplice decidere sul river se una determinata scommessa rappresenti una value bet o un bluff (visto che non sarà più possibile fare un semi-bluff). Per questo stesso motivo (con l’importo della vostra puntata sul river) è anche possibile stabilire esattamente il numero di bluff da includere nel vostro range.

Tuttavia, nel fare un semi-bluff sul turn o sul river avrete quasi sempre dell’equity con i vostri progetti: di conseguenza potrebbe essere difficile determinare esattamente la frequenza e le migliori mani con cui fare un bluff (o un semi-bluff).

In linea generale, i rapporti value-to-bluff per tutte le strade di una mano dovrebbero idealmente attenersi alla seguente formula:

  • Flop: 1 mano di valore ogni 2 bluff (semi-bluff)
  • Turn: 1 mano di valore per ogni bluff (semi-bluff)
  • River: 2 mani di valore per ogni bluff

N.B.: Come ormai saprete, questa formula varrà per il river solo nel caso di una scommessa pari all’importo del pot; in caso contrario la formula varierà a seconda delle dimensioni della puntata. 

Con quali progetti scommettere

Non tutti i progetti sono uguali. Se scommettete sempre con tutti i vostri progetti di colore e scala, finirete probabilmente per esagerare con i bluff. È quindi importante scegliere attentamente le migliori combo del proprio range con cui fare un semi-bluff tramite una puntata. 

In genere, le migliori mani con cui fare un semi-bluff sul flop e sul turn saranno quelle con uno showdown value pressoché nullo.

  • Esempio 1: su un board di AsQc2s sarà meglio seguire un progetto di colore ed effettuare una c-bet con 9s8s rispetto a QsJs, dal momento che quest’ultimo ha già dello showdown value sotto forma di coppia di regine.
  • Esempio 2: su un board di 986 è meglio scommettere con K7 che con 87, considerando che quest’ultimo presenta momentaneamente un miglior SDV rispetto a K7.

Altre due situazioni in cui potrebbe essere meglio fare check al posto di una bet sono: 1) uno scenario in cui avete progetti multipli (ad esempio scala + colore), a seconda delle dimensioni degli stack; 2) combinazioni di progetti di colore all’asso (anche in questo caso dovendo fare spesso check, visto lo showdown value dell’asso come carta alta).

Nel caso specifico dei progetti di colore, conviene farsi questa domanda: come giochereste la vostra mano se non aveste un tale progetto? Come potete vedere dal precedente esempio con QsJs, in genere non conviene fare una c-bet sul flop con una semplice middle pair su un board con ace-high, per cui probabilmente non dovreste farlo neanche con un progetto di colore, se volete essere coerenti. 

 

spotting a poker bluff

 

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INDIVIDUARE I BLUFF AVVERSARI

 

Come menzionato prima, è più facile capire come giocare contro gli avversari laddove riusciate a farvi un’idea della forza della loro mano. Riuscendo a individuare eventuali tell riuscireste a leggere più facilmente le mani degli avversari, potendo determinare più agevolmente la loro forza.

Ciò detto, ecco una lista di tell comuni da individuare:

  • Teso o rilassato: se un giocatore appare teso (perché ad esempio alza le spalle, si massaggia il collo ecc.) e rigido, starà probabilmente bluffando. Se invece è rilassato, si muove (ad esempio oscillando le gambe) e/o parla liberamente senza esitazione, avrà in genere una mano importante.
  • Movimenti oculari: il motivo per cui molti giocatori indossano gli occhiali da sole al tavolo da gioco è quello di nascondere qualsiasi informazione sulla propria mano che potrebbe trasparire involontariamente dai loro occhi.
    • Una dilatazione pupillare è generalmente indice di una mano forte.
    • Se un giocatore lancia uno sguardo al proprio stack nel momento in cui viene scoperta una community card, avrà probabilmente una mano forte (per cui vorrà preparare una puntata).
    • Un giocatore che tenga fisso lo sguardo sul flop (quasi come se sperasse in un cambio di carta) appena rivelato dal croupier avrà in genere una mano debole.
    • Al contrario, un giocatore che distolga subito lo sguardo avrà probabilmente una mano forte (e vorrà dare l’impressione di avere carte deboli fingendosi disinteressato alla mano).
  • Nervosismo ed entusiasmo genuini: ci sono alcuni movimenti (in genere inconsapevoli) che i giocatori fanno fatica a individuare o a tenere a bada e che potrebbero rivelare la forza di una mano.
    • Deglutire subito dopo una puntata può essere spesso indice di nervosismo e di un bluff.
    • Lo stesso vale per chi faccia una scommessa con le mani tremanti. Contrariamente a quanto si crede, in genere non sarà sintomo di nervosismo, bensì di emozione per il fatto di avere una mano forte.
  • Come effettuano una puntata: il modo in cui i giocatori piazzano le proprie fiches sul tavolo può spesso rivelare la vera forza della loro mano.
    • Se fanno scorrere sul tavolo un’ampia pila di fiches (mantenendo il contatto con la superficie di feltro), avranno probabilmente una mano importante, dal momento che staranno provando a dissimulare la propria forza mantenendo un basso profilo.
    • Se effettuano movimenti plateali nel piazzare le fiches sul tavolo, probabilmente avranno una mano debole e staranno cercando di convincere gli altri del contrario.
    • Potreste anche far caso al valore delle fiches utilizzate per le scommesse. Un avversario che piazzi 20 fiches da 5$ ciascuna anziché utilizzarne una sola da 100$, potrebbe star tentando di intimidire gli altri giocatori tramite un maggior numero di fiches, sperando di indurli a passare la mano.
    • Se un giocatore vi fissa dopo aver effettuato una puntata, in genere potrebbe star bluffando (anche in questo caso starà provando a intimidirvi).
    • Anche se non c’è per forza una regola generale da seguire riguardo ai tell “temporali”, in genere i giocatori potrebbero aver bisogno di tempistiche diverse prima di optare per una puntata a seconda che stiano effettuando una value bet o un bluff.
    • Diversi giocatori potrebbero decidere di cambiare l’importo della loro puntata a seconda che stiano bluffando o effettuando una value bet (nel primo caso la scommessa potrebbe essere più sostanziosa). Anche qui si tratta di un discorso molto soggettivo, ma una volta individuate le inclinazioni di un giocatore potrete provare a exploitarlo.

Tenete sempre a mente che i tell di cui abbiamo parlato sono a carattere generale: quello che vale per la maggior parte dei giocatori potrebbe non valere per altri ancora.

Inoltre, prestando grande attenzione ai vostri avversari sarete in grado di individuare altri tratti e caratteristiche tipici di alcuni giocatori che potrebbero rivelare la forza della propria mano.

 

MAGNIFYING GLASS OVER POCKET DEUCES HAND

 

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BLUFF CATCHER

 

In questo paragrafo parleremo di ciò che accade quando un giocatore viene beccato a bluffare. Una volta raggiunto lo showdown potrete acquisire delle informazioni aggiuntive con cui fare i giusti adattamenti al vostro gioco. Analizzeremo ora due scenari: a) quello in cui beccate qualcuno che bluffa e b) quello in cui è un avversario a scoprire il vostro bluff.

Quando siete voi a fare call su un bluff avversario:

  1. Che tipo di giocatore è il vostro avversario? Negli incontri dal vivo rimanete all’oscuro degli eventuali bluff degli avversari nel caso in cui questi facciano muck sullo showdown. Nelle partite online, tuttavia, anche in caso di un muck avversario potrete vedere le carte altrui grazie alla cronologia delle mani giocate. Grazie a queste informazioni sarete in grado di delineare un profilo più preciso del vostro avversario.
  • Qual è il livello di abilità dell’avversario? Può essere interessante giocare contro avversari di scarso livello, dal momento che questi seguono una strategia piuttosto incoerente e casuale. Se da una parte i bravi giocatori potrebbero decidere di incrementare le puntate sul river per simulare un range polarizzato (composto da bluff o nut), quelli meno bravi potrebbero sparare grandi importi con una seconda o terza coppia senza alcun motivo. È importante individuare gli avversari che giocano senza alcuna logica.
  • Il vostro avversario effettua delle value bet troppo “thin”? Analogamente a quanto visto nel punto precedente, è qui che sarete in grado di determinare le inclinazioni dell’avversario con riguardo alle sue puntate. Se notate che ama effettuare bet con una seconda, terza o quarta coppia sul river in linea con una determinata strategia di scommessa, potrete facilmente adoperarvi per exploitare tale tendenza tramite dei call con un range più ampio.
  • Il vostro avversario esagera con i bluff? Il problema è che molti giocatori “fish” in genere non selezionano accuratamente le mani del proprio range con cui bluffare. Al contrario, verranno talvolta beccati a fare qualche bluff di troppo, vuoi perché scommettono in eccesso 1) con una mano “air” (con cui invece si sarebbero dovuti limitare a un check-fold) oppure 2) con delle mani che presentano un certo showdown value, con cui avrebbero dovuto optare per un check (essendoci mani migliori con cui bluffare).
  • L’avversario è capace di bluffare? Se il vostro avversario arriva sempre con il nut allo showdown, probabilmente sarà incapace di bluffare. In tal caso, procedete sempre con cautela qualora l’altro giocatore effettui una bet: se avete un possibile progetto da completare, assicuratevi di avere buone chance di successo per proseguire la mano. Qualora siate voi ad avere il nut, inoltre, saprete che spesso vi converrà optare per una value bet contro tali avversari, dal momento che un check sortirebbe scarsi effetti laddove non inducesse un bluff da parte loro.
  1. Come si comporta il vostro avversario dopo un bluff (con riguardo al tilt)? Alcuni giocatori vanno in tilt dopo essere stati beccati a bluffare e tendono a giocare in modo spericolato nelle mani successive, oppure ad adottare uno stile più tight per evitare ulteriori perdite. In ogni caso, prestate attenzione a eventuali reazioni negative dei vostri avversari e agite di conseguenza.

Se qualcuno effettua un call sul vostro bluff:

  1. Traete insegnamento dalla mano giocata: l’avversario ha visto la vostra puntata con una mano più debole del previsto? Col senno di poi avete adottato una strategia di gioco coerente e credibile? Avete scelto una mano appropriata con cui bluffare? Gli errori possono spesso costar caro nel poker, ma fintantoché riuscirete a trarre i giusti insegnamenti per migliorare in futuro, non sarà tutto perso.
  1. Non andate in tilt: se siete propensi al tilt, interrompete subito la sessione o prendetevi comunque una pausa: così facendo salverete buona parte del vostro bankroll. Durante le sessioni di studio lontane dal tavolo da poker, inoltre, adoperatevi per eliminare il tilt dal vostro gioco, considerando che il tempo è denaro e non vi conviene dovervi sempre prendere delle pause per poter riconquistare la calma.

 

Bluff Catcher image

 

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I MIGLIORI BLUFF

 

Ora che avete imparato le strategie di bluff e semi-bluff, oltre che a scoprire quelli avversari, è tempo di osservare i professionisti all’opera. I migliori giocatori al mondo bluffano non appena ne hanno l’opportunità. Ma perché? Be’, non soltanto per mettere in mostra le proprie abilità, ma anche perché si tratta di una giocata redditizia, che incrementa le loro vincite!

 

Pile of poker chips on a table

 

Seperator

 

RIEPILOGO FINALE

 

Il bluff rappresenta una componente importante nel repertorio di un giocatore. Non solo vi può aiutare a vincere più soldi, se eseguito con le giuste modalità, ma vi può anche rendere dei giocatori tostissimi da affrontare, dal momento che gli avversari avranno difficoltà a leggere la forza della vostra mano.

Approfondite le nozioni e i principi del bluff senza fermarvi alla lettura di quest’articolo. Grazie alla ripetizione di tali concetti riuscirete ad assimilarne più facilmente gli aspetti fondamentali, che vi permetteranno di fare il salto di qualità laddove riusciate a metterli in pratica ai tavoli da gioco.

Buona fortuna!