Amate le partite di poker con gli amici e avete sempre covato la speranza segreta di poter diventare dei professionisti?

Alcune persone scoprono alla televisione, dove vengono trasmessi tornei importanti e con montepremi elevati, le emozioni che il poker sa regalare. Altre invece giocano per la prima volta a una festa, magari durante una serata a casa di amici. Indipendentemente da come capiti d’incontrare il poker, è più che probabile che ogni nuovo giocatore nutra o abbia nutrito il desiderio e l’ambizione di vincere grandi somme a questo gioco.

E a chi non piacerebbe passare da amatore a pro?

E se diventare milionario al poker è spesso un’impresa impossibile anche per alcuni dei pro in circolazione, è altrettanto noto che è di certo possibile mantenersi esclusivamente attraverso il gioco delle carte. Partecipare e vincere tornei di poker, dal vivo oppure online: la strada è dura, ma non impossibile.

Vediamo ora cosa serve veramente per diventare un pro e guadagnarsi da vivere al tavolo da gioco.

  • Come in qualsiasi altro gioco (e non solo), diventare dei professionisti del settore richiede grande impegno e doti fuori dal comune. 
  • Nel presente articolo scoprirete alcune delle principali qualità necessarie per emergere dalla  condizione di dilettantismo e provare a diventare dei veri e propri professionisti, con tutto ciò che questo comporta.
  • Una profonda conoscenza del gioco e un'ottima resilienza mentale sono aspetti imprescindibili (ma non necessariamente sufficienti) per avere successo nel poker.

Cosa serve davvero?

Prima di continuare assieme, cerchiamo di essere sinceri. La vita del pro non è tutta rose e fiori. Se è vero che alla tv vengono trasmesse partite entusiasmanti tra grandi campioni, è altrettanto vero che vivere di poker può anche essere estremamente difficile.

Per iniziare il nostro percorso cerchiamo di individuare tre macroaree in cui dividere la vita di una persona:

  1. Relazioni
  2. Salute
  3. Ricchezza

Diciamolo subito e in maniera chiara: il poker può creare dipendenza. Se dovessi riuscire a diventare un pro, molto probabilmente dovresti dedicare così tanto tempo al poker che altre aree della tua vita potrebbero risentirne. Dedicarsi troppo tempo a una sola cosa può incrinare lo stato di benessere di qualsiasi persona, e il poker non fa eccezione.

1. Relazioni

Il poker può influenzare in maniera piuttosto pesante la tua vita privata e sociale. Trascorrere molto tempo al tavolo di gioco potrebbe costringerti a rinunciare a serate con gli amici o altre attività al di fuori delle carte.

Spesso accade di costruire amicizie tra giocatori. Con loro potrai parlare di mani, di tornei ai quali partecipare, di stili di gioco. Si tratta di rapporti anche importanti, non solo per quanto riguarda il gioco stesso, perché si tratta di persone che condividono la tua grande passione: il poker.

Se è quindi vero che sarai in grado di fare nuove amicizie, non sottovalutare però mai l’impatto che un tale stile di vita potrebbe avere sulle tue relazioni già esistenti, ad esempio con la tua famiglia o il tuo partner.

Di solito le famiglie trascorrono i weekend assieme, ma i fine settimana sono anche i momenti nei quali gioca la maggior parte della gente e nei quali si tengono i principali tornei.

Oltre a questo poi un pro non può sempre alzarsi dal tavolo quando vuole. Per un pro non esistono orari fissi: se un cash game è particolarmente ricco o si sta andando bene in alcuni tornei, è giusto continuare e non ci si deve alzare. Anche questo rende difficile pianificare attività familiari e private.

Aggiungiamo poi che i pro viaggiano molto e trascorrono parecchie serate al casinò e il gioco è fatto. Non sempre è facile passare il tempo con le persone davvero importanti.

Per questo motivo è fondamentale definire delle finestre di tempo al di fuori del gioco da dedicare ad attività diverse: far visita a un amico, uscire col proprio partner, incontrare persone che non facciano parte del mondo del poker. Magari si può stabilire un giorno intero o un paio di serate alla settimana in cui non dedicarsi al gioco, bensì alla propria vita privata.

È facile finire ingoiati dal poker, ed è per questo che è fondamentale sapersi ritagliare del tempo da dedicare ad attività completamente diverse.

2. Salute

I pro di poker rischiano di condurre una vita piuttosto sedentaria. Seduti al tavolo, giocano per ore, mangiano e poi magari continuano fino al termine della giornata. È un po’ come essere in ufficio, dove è altrettanto necessario prendersi regolarmente delle pause. Alzarsi, camminare un po’, prendere una boccata d’aria fresca.

Anche una dieta sana e una discreta dose di esercizio fisico sono fondamentali per la salute di qualsiasi pro. Se è vero che vale per tutti, a maggior ragione un pro rischia di mangiare in maniera irregolare e di non fare movimento. Aggiungiamo poi le tante ore al giorno passate al tavolo e i tanti viaggi da un torneo all’altro, ed ecco come uno stile di vita del genere rischia di minare alla base lo stato di salute fisica e mentale dei pro.

Detto questo, è possibile e assolutamente necessario abbandonare questi stereotipi e nutrire in modo corretto la propria mente e il proprio corpo, al fine di sfruttare tutto il proprio potenziale al tavolo da gioco.

Un pro che voglia seguire uno stile di vita sano deve pianificare del tempo per lo sport, che siano passeggiate, corse o sedute in palestra, e mangiare in maniera corretta. Il cibo ha un impatto diretto sul nostro cervello e mangiare male influisce sulla qualità delle decisioni prese al tavolo.

3. Ricchezza

Se è vero che i pro di poker vivono delle loro vincite annuali, è altrettanto vero che la gestione giornaliera del bankroll può essere molto stressante. Immagina di avere un lavoro “normale” e di non sapere se verrai pagato a fine giornata, o alla fine della settimana, o del mese... Non è proprio il massimo vero?

E infatti non lo è. Ma la vita del pro è così, e se lo vuoi diventare dovrai imparare a gestire questa situazione, che avrà sempre alti e bassi. Anche se sei un grande giocatore, in grado sempre di fare la scelta giusta, non potrai sempre sconfiggere la varianza: e perdere è sempre molto più veloce di vincere.

Non vi sono più certezze di crescita costante nel momento in cui fortuna e varianza vengono inserite nell’equazione. Di certo puoi limitare l’effetto della varianza seguendo tecniche di gioco specifiche, che magari hai applicato a lungo e che ti hanno portato un certo successo, ma anche l’unica mano fuori dalle statistiche può farti perdere parecchio, a volte anche tutto. Tali bassi ti possono lasciare distrutto o depresso, conscio di aver gettato al vento i tuoi soldi e di aver investito tempo e fatica per nulla.

Se sei un giocatore vincente, sul lungo periodo dovresti essere in grado di far crescere il tuo bankroll. Ma attenzione, perché mentalmente può essere molto dura perdere quei soldi con i quali avresti potuto nutrire la tua famiglia e pagare il mutuo della casa.

L’aspetto mentale

Anche il miglior giocatore al mondo attraversa dei periodi di magra, ma è il modo in cui li affronta che lo rende un vero pro o un semplice aspirante tale.

L’aspetto più importante della mentalità di un pro di poker è la resilienza mentale.

Che è anche ciò che chiunque ambisca a diventare un pro di poker deve sviluppare. Attenzione, perché non sempre a questo aspetto viene data la giusta importanza nei manuali di poker!

Gli insegnanti di poker parlano spesso di strategie vincenti, di gestione del bankroll e di uno stile di vita adeguato. Certo, sono tutte cose molto importanti, anzi fondamentali se si vuole fare la vita del pro, e che approfondiremo ulteriormente nel corso di questa guida.

Detto questo, la vera differenza tra un pro e un giocatore amatoriale, e quindi tra avere successo a un certo livello oppure no, è capire se si hanno le capacità necessarie per essere un pro. Se in questo momento non dovesse essere così, allora la tua priorità numero uno sarà quella di impegnarti per svilupparle.

Dal punto di vista strategico potrai essere già pronto, ma cosa accade nel momento in cui le emozioni prendono il sopravvento? Come ti comporti quando attraversi una fase di scarso successo? Come reagisci nel momento in cui inizi a dilapidare il tuo bankroll, costruito così faticosamente?

Riesci a rimanere calmo e freddo in tali situazioni? O finisci per andare in tilt e rischi somme importanti per recuperare precedenti perdite? E qual è la qualità delle decisioni che prendi quando ti trovi sotto pressione?

Al netto del gioco, è l’attitudine mentale di un giocatore che definisce il suo successo nel lungo periodo. Segue una lista non esaustiva dei tipici aspetti caratteriali dei pro:

  • Pazienza
  • Disciplina
  • Controllo emotivo
  • Concentrazione
  • Consapevolezza

Qui invece una lista delle caratteristiche che potrebbero essere deleterie a chi decidesse di intraprendere una carriera nel poker:

  • Lasciarsi orientare troppo dai risultati
  • Instabilità emotiva
  • Irritabilità
  • Scarsa attenzione
  • Essere un “Giocatore problematico” che ad esempio gioca per provare emozioni forti

Se pensi che almeno una di queste caratteristiche sia propria del tuo carattere, lavora nei prossimi mesi per cercare di eliminarla, lavorando a rafforzare quelle positive elencate più in alto.

Giocando con regolarità, imparando strategie e seguendo consigli adeguati non potrai che migliorare, ma l’aspetto mentale rimane il fattore numero uno da coltivare nel lungo periodo.

Non lasciare che le emozioni dettino il tuo gioco

Andare in tilt è un fenomeno comune nel poker. Si tratta di un momento d’instabilità mentale dovuto a un sconfitta inaspettata o particolarmente dolorosa, che spinge il giocatore ad agire in maniera irrazionale e a prendere decisioni di scarsa qualità.

Se è vero che ad andare in tilt sono principalmente gli amatori, è altrettanto vero che a volte succede anche ai pro, che rischiano così di perdere il denaro di cui vivono. Una certa solidità e il giusto atteggiamento mentale sono quindi prerequisiti fondamentali di qualsiasi pro.

Chi aspira a diventare tale deve avere inoltre conoscenze di gioco adeguate e un bankroll adatto ad assorbire la varianza che inevitabilmente a volte li porterà a perdere.

Analizzeremo questi aspetti con maggiore attenzione in seguito, ma prima di tutto cerchiamo di capire perché a poker è possibile vincere nel lungo periodo.

Perché è possibile vincere a poker nel lungo periodo?

Di certo avrete già sentito la frase “il banco vince sempre”, che peraltro è vera anche per il poker, se si considerano i buy-in per partecipare ai vari tornei: ma come mai vi sono giocatori in grado di arricchirsi nel lungo periodo, mentre non succede altrettanto con altri giochi d’azzardo?

Perché il poker si gioca “giocatore contro giocatore”. Quasi tutti gli altri giochi d’azzardo sono invece “giocatore contro casinò (il banco)”.

In un gioco “giocatore contro casinò”, le possibilità di vincita del secondo sono sempre leggermente più alte di quelle del primo. Prendiamo ad esempio la roulette. La maggior parte delle persone pensa che, scommettendo sul rosso o sul nero, vi sia il 50% di possibilità di vittoria. In realtà non è così, e questo a causa dello “0” inserito nella casella verde. Le possibilità di vittoria del giocatore sono quindi del 48,6%, quelle del banco di circa il 52%, e nel lungo periodo questo è destinato a fare la differenza.

Nonostante i buy-in, in un gioco “giocatore contro giocatore” sono gli stessi protagonisti a decidere il loro destino sulla base delle loro scelte. Questo accade in ogni mano e contro ogni avversario, che a sua volta fa le sue scelte. Spesso inoltre è possibile capire lo stile di gioco del proprio avversario e sfruttarlo a proprio favore.

Di certo anche la fortuna gioca un ruolo, ma nel poker è possibile scegliere come giocare ogni mano sulla base di pensieri logici e solidi, e quindi aumentare le proprie aspettative di vittoria. Per questo il poker è uno dei pochi, se non l’unico, gioco d’azzardo nel quale è possibile vincere contro il banco nel lungo periodo.

Tipi di giocatori di poker

In questo capitolo andremo a delineare i tratti salienti di tre tipiche tipologie di giocatori di poker.

Giocatore amatoriale

Un giocatore amatoriale gioca a poker principalmente per svago o divertimento. Nel lungo periodo gli amatori possono essere vincenti o perdenti, ma di certo non si guadagnano da vivere così.

Il livello di un giocatore amatoriale può essere molto diverso. Molti di loro giocano piccole somme online o le più basse possibili per partecipare a tornei dal vivo. A volte però se ne trovano alcuni anche in tornei più ricchi, dove vengono definiti “fish”, pesce, o “whales”, balene, a cause del loro gioco facilmente leggibile dagli “sharks”, gli squali, ovvero i giocatori più esperti e capaci di approfittarne.

Alcuni esempi di giocatori amatoriali molto conosciuti:

  • Chris Moneymaker (vincitore del WSOP Main Event 2003)
  • Guy Laliberté (Cirque du Soleil Founder, High Stakes Cash Player)
  • Bill Perkins (Billionaire Businessman, High Stakes Player)

Giocatore semi-professionista

Un giocatore semi-professionista è una persona che ha un’altra fonte di guadagno primaria al di fuori del poker, ma che con le carte guadagna comunque un salario di rispetto. Indipendentemente dalle dimensioni delle loro vincite, non sono queste a garantire il loro tenore di vita. Questo tipo di giocatore trascorre dalle due alle sei ore al giorno giocando, la maggior parte delle quali concentrata nei weekend, quando non è impegnato nel suo lavoro “normale”. Non è facile trovare giocatori famosi in questa categoria, ma di solito essi fanno parte dei seguenti gruppi di persone:

  • Studenti universitari
  • Micro-Stakes Grinders
  • Low-Stakes Grinders (con orari limitati)

Giocatore professionista

Un giocatore professionista si guadagna da vivere con il poker, ovvero le sue vincite sono la sua unica, o almeno principale, fonte di reddito. I loro bankroll sono solitamente abbastanza ricchi da permettere loro di sostenere mesi difficili e senza vincite, perché la varianza colpisce anche i migliori pro. I pro giocano anche online, oppure solo al loro casinò di fiducia o nelle loro vicinanze, oppure in giro per il mondo dove partecipano ai tornei più prestigiosi. Indipendentemente da dove giochino, i migliori giocatori di poker al mondo sono in grado di vincere sul lungo periodo. Sono loro a decidere quando lavorare e spesso conducono una vita simile a quella che ci si immagina quando si pensa a un pro di poker.

Ecco qui alcuni professionisti famosi:

  • Phil Hellmuth
  • Phil Ivey
  • Dominik Nitsche
  • Erik Seidel

Per concludere

Abbiamo visto che a poker è possibile vincere sul lungo periodo. Gli aspetti principali da curare per diventare un pro sono la resilienza mentale e il controllo emotivo, al tavolo e non.

Ovviamente, una conoscenza del gioco adeguata è un altro prerequisito fondamentale per chi volesse intraprendere una carriera di successo nel poker.

Che siate professionisti o meno, avrete sempre la possibilità di cimentarvi nelle diverse varianti pokeristiche all'internò delle sale da gioco virtuali di 888.

PUNTI CHIAVE

  • La vita del poker pro non è tutta rose e fiori e occorre tenere bene a mente una serie di aspetti. Anzitutto, per quanto il gioco possa essere rilevante per i vostri guadagni, è cruciale non trascurare mai altre aree della vostra vita che non sono meno importanti dei soldi: le relazioni umane e la salute.
  • Altro aspetto indispensabile, valido per qualsiasi gioco da casinò, è quello di non mettere mai a repentaglio il denaro e i risparmi necessari per la vita di tutti i giorni, nonché per provvedere alle persone che stanno intorno a voi.
  • Uno dei fattori chiave per avere successo nel poker professionistico è la resilienza mentale, che viene messa a dura prova in un gioco probante come questo, nel quale inevitabilmente occorre fare i conti anche con sconfitte e delusioni. A tal proposito è fondamentale anche affrancarsi dalle emozioni nei momenti opportuni.
  • Esistono essenzialmente tre tipi di giocatori: i dilettanti, i semi-professionisti e i veri e propri poker pro. 

FAQ

In quali categorie è possibile classificare i vari tipi di giocatori di poker?

Il poker è un gioco aperto e accessibile tutto, con una pletora di appassionati che si cimentano in questo gioco nei più disparati contesti e circostanze. Fondamentalmente è possibile individuare tre tipi di giocatori: gli amatori (che si dedicano al poker per svago), i semi-professionisti (che hanno nel gioco una fonte di guadagno secondaria) e i professionisti (che hanno nel poker la loro fonte di reddito esclusiva o quantomeno principale).

È possibile migliorare sotto l'aspetto mentale per avere maggior successo?

La resilienza mentale, una delle qualità più importanti per giocare e vincere a poker, è l'obiettivo di molti giocatori, soprattutto di quelli alle prime armi. È una capacità che si può allenare e migliorare, ma in ogni caso si tratta di un lavoro che richiede tempo e pazienza. Una delle chiavi per progredire più rapidamente sotto questo aspetto è quella di rivolgersi a professionisti del mental coach.

Quali sono le principali qualità mentali richieste nel poker professionistico?

Diverse sono le capacità necessarie per sfondare e avere successo. Tra queste si annoverano la pazienza, la disciplina, la concentrazione, la consapevolezza di sé stessi e il controllo emotivo.

Chad Holloway ha vinto il braccialetto alle WSOP 2013. In precedenza aveva lavorato per PokerNews come managing editor e live reporter.