Lo Short Deck è diventato un po’ una moda nel mondo del poker, con grandi eventi nel Sud-Est asiatico che richiamano una pletora di professionisti rinomati da tutto il mondo. Pur essendo un gioco nuovo, ci riporta con la mente ai tempi in cui venivano effettivamente usate meno carte in un mazzo da poker.

Recentemente il gioco ha acquistato popolarità nelle partite cash game e sulla scena dei tornei, come dimostra il numero crescente di competizioni live e di casinò che hanno accolto il gioco in qualche misura.

A luglio del 2018 il poker pro e commentatore delle World Series of Poker Nick Schulman ha fatto notizia aggiudicandosi un torneo Short Deck per la somma di 272.084$. Sorprendentemente, si è trattato del primo torneo del genere a cui ha preso parte Schulman.

Tra i giocatori che si cimentano regolarmente nello Short Deck (noto anche come six plus) figurano anche Tom Dwan e Phil Ivey, che hanno cominciato le rispettive esperienze col nuovo gioco a Macao, nel 2015. Sono entrambi habitué sulla scena asiatica del poker ad alti stakes.

Differenze tra il Texas Hold’em e lo Short Deck

Allora, cos’è lo Short Deck poker e in cosa differisce dai giochi tradizionali come il Texas Hold’em e altre varianti?

La prima differenza significativa sta nel mazzo stesso. Tutti i due, i tre, i quattro e i cinque vengono completamente rimossi dal mazzo. Il gioco segue poi lo stesso format del Texas Hold’em tradizionale: due carte per ogni giocatore con le solite puntate al momento del flop, turn e river.

È proprio quel mazzo più piccolo (o più corto) da 36 carte che fa una grande differenza. Le carte basse mancanti cambiano il gioco dal punto di vista matematico e hanno un impatto anche sul valore di alcune mani, come ad esempio la scala, che in questo caso vale meno del tris. Diamo un’occhiata al valore delle mani nello Short Deck poker:

Classifica delle mani

Short Deck (Six Plus)

Texas Hold’em

Scala reale

Scala reale

Scala colore

Scala colore

Poker

Poker

Colore

Full

Full

Colore

Tris

Scala

Scala

Tris

Doppia coppia

Doppia coppia

Coppia

Coppia

Carta alta

Carta alta

 

Si noti che il colore in questo caso batte anche un full. Con una presenza quasi esclusiva di carte alte nel mazzo, aumentano le probabilità che i giocatori ottengano mani significativamente più alte. Alcuni giocatori come Ivey ritengono che tutto questo generi maggiore dinamismo, mentre secondo altri aumenta anche il livello d’azzardo rispetto al Texas Hold’em.

La strategia nello Short Deck

Chi ha familiarità con il No Limit Hold’em tradizionale avrà già un’idea generale sulle meccaniche di gioco, ma ci sono dei concetti precisi da tenere a mente che vanno al di là del semplice apprendimento della diversa classifica delle mani.

Per i principianti, avendo a disposizione meno carte, è importante rendersi conto che i progetti vengono completati molto più spesso rispetto a quanto avviene nell’Hold’em. Quando in quest’ultima variante vengono distribuite le carte, un giocatore può moltiplicare i propri out per quattro sul flop e per due sul river per determinare la percentuale di probabilità di migliorare la propria mano. Non si ottiene il valore preciso, ma comunque ci si avvicina.

Nello Short Deck, bisogna moltiplicare per sei sul flop e per tre sul river. Se avete 10 out sul flop, avete il 54,8% di possibilità di migliorare sul turn e sul river. Se mancate la chance sul turn, la probabilità si abbassa al 32,3%.

Un’altra importante differenza è che ottenere un colore è molto più difficile. Con sole nove carte per ogni seme, non è facile completare una mano di questo tipo. Se nell’Hold’em avete un progetto di scala, nel mazzo rimangono ancora nove carte per poter, auspicabilmente, completare la mano. Nello Short Deck ce ne sono solo cinque, e le probabilità di fare colore sono del 30% entro il river e del 15% dopo il turn. Nel caso dell’Hold’em, un giocatore ha il 36% di probabilità sul flop e circa il 18% sul turn.

I progetti di scala, tuttavia, sono un’altra storia. Un giocatore otterrà una scala bilaterale molto più spesso nello Short Deck vista l’assenza di tutte quelle carte. Ci saranno anche molte più probabilità di completare il progetto di scala. Un giocatore si ritrova ora con otto out sul flop per completare la scala con sole 31 carte rimaste nel mazzo contro le 47 dell’Hold’em. Ciò rappresenta quasi il 46% di probabilità di beccare una di quelle otto carte entro il river.

I progetti di scala diventano quindi un’opzione molto più allettante e potente rispetto a quelli di colore, ragion per cui potrebbe valer la pena di giocare più aggressivamente.

Un’altra cosa da tenere a mente è la relativa forza della mano dopo il flop. Un giocatore con una top pair e un top kicker avrà circa il 50% di possibilità contro un giocatore con una scala bilaterale. Le mani con top pair risultano indebolite dalla forza dei progetti nello Short Deck.

Mani premium

Allo stesso modo, i giocatori hanno molte più chance di vedere mani premium nel preflop poiché ci sono meno carte nel mazzo. Mentre nell’Hold’em un giocatore riceve una coppia d’assi in media una sola volta ogni 221 mani, nello Short Deck questo scenario si verifica una volta ogni 100 mani.

In generale, nello Short Deck i giocatori hanno l’8,6% di probabilità di avere una coppia in mano (a fronte del 5,9% nel Texas Hold’em). I pocket pair risultano molto più potenti perché le chance di ottenere un set sono molto più alte nello Short Deck (c’è una probabilità del 12,7% di ottenere un trips entro il river).

Oltre alle coppie, i giocatori di Short Deck hanno molte più probabilità di ritrovarsi con delle mani premier come A-K. Ai giocatori verrà distribuito questo tipo di mano il 33% delle volte, circa.

Tuttavia, dopo aver visto il flop, i giocatori devono considerare la probabile forza delle mani dei propri avversari in un gioco in cui i progetti possono essere una risorsa molto importante.

Se da una parte avete maggiori probabilità di ottenere più mani forti al turn e al river, d’altra parte lo stesso discorso vale per i vostri avversari. È necessario perciò scegliere saggiamente prima di entrare nel piatto o di vedere le puntate. Nello Short Deck bisogna essere disposti a foldare con mani più forti rispetto a quanto fareste nell’Hold’em tradizionale.

 

 

Texas Hold’em

Short Deck (Six Plus)

Carte nel mazzo

52

36

Carte mancanti

nessuna

2s, 3s, 4s, 5s

Chance di ricevere in mano una qualsiasi coppia

5,9%

8,6%

Chance di ricevere in mano una coppia d’assi

1 mano su 221 (0,45%)

1 mano su 100 (1%)

Scala più bassa

A-2-3-4-5

A-6-7-8-9

Probabilità di ottenere un progetto di colore dopo il flop ed entro il river

36%

30%

Probabilità di ottenere una scala bilaterale dopo il flop ed entro il river

31,45%

45,6%

Valori delle mani con top pair

Una top pair può essere forte

Una top pair può essere debole a causa dei tanti possibili progetti

Il futuro del gioco

L’ambasciatore di 888poker Dominik Nitsche si è cimentato per la prima volta nello Short Deck a Las Vegas in occasione delle PokerMaster series. Il gioco gli è piaciuto e ha anche disputato il torneo 10.500$ Short Deck. Pur non avendo ottenuto lo stesso risultato raggiunto da Schulman al suo esordio, Nitsche ha concluso in sesta posizione, aggiudicandosi 33.000$ in un torneo con 55 partecipanti.

Si è reso conto che questo nuovo gioco rappresenta un’esperienza unica, diversa da un torneo tradizionale di No Limit Hold’em. Dominic ha dichiarato che avere così tante carte alte nel mazzo generava delle situazioni interessanti, con un coinvolgimento di più giocatori nel corso di una mano.

“Lo svolgimento del gioco è davvero unico e coinvolge tutti”, afferma. “Queste condizioni generano maggior divertimento e dinamismo, con la partecipazione al piatto da parte di tutti. I giocatori hanno così buoni motivi per vedere il flop”.

Se da una parte questo gioco risulta ancora nuovo e sconosciuto per molti, ha qualche chance di perdurare e crescere a fianco alle altre varianti all’interno del più ampio mondo del poker?

“È difficile dire se potrà crescere”, afferma Nitsche. “È una versione di poker veloce, divertente e più semplice. All’inizio risulta molto avvincente perché ci sono tante mani. È difficile dire quanto a lungo durerà il suo appeal. Di certo accontenta un tipo differente di giocatori”.

In tempi recenti lo Short Deck si è diffuso sempre di più negli Stati Uniti. Nel 2018 si è disputato un evento preliminare nel casinò “bestbet” di Jacksonville, in Florida, come parte del World Poker Tour.

“Potrebbe benissimo rappresentare il futuro almeno per alcuni giocatori occasionali che preferiscono una variante in cui il rischio eccessivo non venga punito duramente come nel tradizionale no limit”, aggiunge Nitsche.

Egli vede lo Short Deck come un altro gioco che i casinò e gli operatori online possono offrire ai giocatori, con diversi tipi di clienti attratti da nuove regole o da nuove varianti. Secondo lui si tratta solamente di un altro gioco che potrebbe attrarre un po’ di persone, come il Pot Limit Omaha o il Razz.

“Giochi diversi per clienti diversi”, afferma Nitsche. “E penso che lo Short Deck si possa rivolgere agli stessi giocatori che si sono cimentati nel Push-Fold”.

Il punto di vista di Parker “Tonka” Talbot, ambasciatore di 888

Parker “Tonka” Talbot, ambasciatore di 888, si è cimentato occasionalmente nello Short Deck, anche se effettivamente solo con stakes bassi. Pur avendo alle spalle una scarsa esperienza con questo nuovo gioco, Talbot afferma che risulta divertente anche in una partita casalinga.

“Una volta ho giocato una partita domestica da 5 e 10 centesimi con un paio di amici e non so dire con certezza se abbia giocato bene”, afferma. “Sembra divertente. È interessante e decisamente diverso, e allo stesso tempo riesce a mantenere l’essenza del gioco”.

Mentre lo Short Deck ha fatto recentemente notizia tra i grandi appassionati di poker, Talbot nutre qualche dubbio sulla sua capacità di attecchire ulteriormente all’interno della comunità del gioco.

“Penso che sia divertente e che, per quanto riguarda un gioco, si tratti della trovata più interessante da tanto tempo a questa parte”, aggiunge. “Ma, da quello che ho visto, penso che il livello di abilità dei giocatori possa essere frenato dalle regole. Però potrei assolutamente sbagliarmi. Penso che avrà un maggiore successo rispetto ad altri nuovi giochi, pur senza decollare, come invece hanno fatto il No Limit e il Pot Limit Omaha”.

E se da una parte nutre un certo scetticismo sulla possibilità dello Short Deck di stabilizzarsi nel lungo periodo, Talbot è intenzionato a continuare a cimentarsi nel gioco. Aggiunge: “Non vedo l’ora di giocarci online e di testarlo ancora”.

Brevi e rapidi consigli sul Deck poker

Avete intenzione di aggiungere lo Short Deck al vostro repertorio?

Ecco alcuni consigli da tenere a mente:

  • Focalizzatevi sul flop – Se da una parte è facile trovare un buon motivo per vedere il flop, questo non significa che sarà sempre la giocata giusta da effettuare. Così come nel poker tradizionale, la scelta più intelligente è quella di valutare sempre la mossa migliore. “Non è che il semplice fatto di avere una buona equity in un all-in testa a testa significhi che possiate guardare ogni flop”. Nitsche afferma che bisognerebbe prendere decisioni sagge tanto nelle partite di poker tradizionale quanto nello Short Deck. Così come nelle varianti più classiche, il fatto di giocare troppe mani può avere un impatto negativo sul vostro investimento.
  • Preparatevi alle scale – Preparatevi alle scale: le scale sono comuni e in presenza di scale bilaterali può valere la pena di sparare le proprie puntate nel piatto. Nello Short Deck, un asso può anche valere come un 5, cosicché A-6-7-8-9 si configura come una scala. “Le scale escono spesso e valgono molto di più”, ha dichiarato Tom Dwan a Paul Phua Poker.
  • Non tiratevi indietro con una pocket pair – i giocatori hanno circa il 18% di probabilità di ottenere un set con una coppia in mano, per cui conviene quasi sempre vedere un flop ove possibile.
  • Lasciate perdere i progetti di colore – fare colore risulta molto più difficile nello Short Deck. Fate attenzione alle grandi puntate con questo tipo di mani (è molto più difficile ottenerle). “I progetti di colore di solito non rappresentano una giocata così buona”, afferma Dwain. “Non si hanno molti out e anche nel caso in cui doveste completare il progetto, potrebbe esserci qualcuno con un full”.

 

Sull'autore
Di
Sean Chaffin è uno scrittore freelance di Crandall, Texas. I suoi articoli vengono pubblicati su numerosi siti e riviste. Seguilo su Twitter @PokerTraditions. Sean è anche il moderatore del podcast True Gambling Stories, disponibile su iTunes, Google Play, TuneIn Radio, Spotify, Stitcher, PokerNews.com, HoldemRadio.com e altre piattaforme.
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